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Palazzina di Caccia di Stupinigi a Nichelino

La facciata settentrionale della Palazzina di Caccia di Stupinigi
La facciata settentrionale della Palazzina di Caccia di Stupinigi
Stupinigi
Stupinigi
Stupinigi
Stupinigi
Il cervo del Ladatte
Il cervo del Ladatte
Chiesa della Visitazione
Chiesa della Visitazione

Sontuosa reggia barocca dalla simmetria assiale perfetta

Diversamente da quanto il nome lascerebbe supporre, la Palazzina di Caccia di Stupinigi è un grandioso complesso monumentale architettonico barocco, che ha l'aspetto di una sontuosa reggia, piuttosto che quello di una semplice residenza di caccia.
Costruita sui terreni della prima donazione di Emanuele Filiberto all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1573), la Palazzina di Caccia di Stupinigi è oggi proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano, un ente governativo dedicato alla sua conservazione e valorizzazione. Riaperta al pubblico dopo importanti lavori di restauro, la Palazzina di Caccia, fra i complessi settecenteschi più straordinari in Europa, ha piena dignità museale con i suoi arredi originali, i dipinti, i capolavori di ebanisteria e il disegno del territorio.

L'opera fu voluta dal re Vittorio Amedeo II, che nel 1729 commissionò al siciliano Filippo Juvarra, suo architetto di corte, la costruzione di un luogo di ritrovo e di festa da utilizzarsi prima e dopo le grandi battute venatorie che impegnavano lo stesso re e la corte, oltre a stuoli di servitori.
Anche per Stupinigi, come per tutte le sue opere, l'architetto Juvarra ha mano libera: sceglie personalmente pittori, ebanisti e tappezzieri, e sulla loro opera svolge una rigorosa sorveglianza stilistica, fornendo indicazioni, schizzi e disegni. Pur realizzata, almeno nel suo nucleo centrale, nel giro di due-tre anni, la vicenda costruttiva di Stupinigi proseguì ancora per tutto il Settecento. Dopo la partenza di Juvarra per Madrid (dove morì nel 1736) la sua opera fu continuata da valenti architetti, quali Giovanni Tommaso Prunotto, Benedetto Alfieri e Ludovico Antonio Bo, che completarono i lavori senza comprometterne l'unità stilistica. Nel 1739 Benedetto Alfieri progettò due nuove ali laterali, che tuttavia furono realizzate soltanto nel 1759. A Ignazio Birago di Borgaro di deve invece il disegno della cappella di S. Uberto.
Inaugurata il 5 novembre 1731, la Palazzina non soltanto ospitò balli, concerti, banchetti e visite di stato, ma divenne anche una delle residenze estive preferite dalla famiglia reale, che la frequentò fino ai primi decenni del Novecento.
Nel 1803 la struttura fu scelta da Napoleone come casa di campagna, nella quale soggiornava durante le sue soste in Piemonte. Per breve tempo la reggia fu anche residenza di Paolina Bonaparte. Nel 1842 qui furono celebrate le nozze di Vittorio Emanuele II, allora duca di Savoia, con Maria Adelaide di Lorena. Dal 1900 al 1919 la Palazzina fu la sede estiva della regina Margherita e nel 1911 vi morì Maria Pia, ex regina del Portogallo.

Il complesso architettonico è caratterizzato da una perfetta simmetria assiale, con un corpo centrale dal quale si dipartono quattro braccia che disegnano un doppio cortile, creando una mirabile compenetrazione fra interno ed esterno e, oltre la cancellata, un cortile d'onore esagonale. Cuore della Palazzina è il grande salone centrale, a pianta ovoidale e alto tre piani, con maestose vetrate e cupola coperta in rame. All'esterno la cupola è ornata da una balaustra con pinnacoli e sormontata da un cervo in bronzo dello scultore Francesco Ladatte (francesizzazione del suo vero nome, Ladetti), a simboleggiare la destinazione dell'edificio. In epoca recente il cervo del Ladatte è stato sostituito da una copia, mentre l'originale è esposto nel locale della biglietteria.
La minuziosa regia di Juvarra coinvolse tutto l'apparato decorativo della Palazzina, a cominciare dal grandioso Salone Centrale, vasto ambiente a pianta ellittica concluso da un'alta volta su quattro pilastri reggenti una balconata. L'effetto scenografico del salone è straordinario e si deve al genio dello Juvarra, che sfruttò mirabilmente anche l'effetto prospettico naturale con le vedute verso i quattro vialoni che attraversano il parco. Il salone fu affrescato, ma con risultati non esaltanti, dai fratelli Giuseppe e Domenico Valeriani. Assai migliori i lavori di altri artisti, quali Giovan Battista Crosato (autore dell'affresco più bello dell'intero complesso, Il Sacrificio di Ifigenia, che decora il soffitto dell'Anticamera della Regina), il quadraturista (cioè pittore di disegni architettonici, volute e cornici che "inquadrano") Girolamo Mengozzi Colonna e soprattutto Scipione e Vittorio Amedeo Cignaroli (quest'ultimo autore delle quattro celeberrime tele della Sala degli Scudieri, dedicate alla caccia al cervo). Fra gli scultori, oltre a Ladatte, si deve ricordare Giuseppe Marocco, autore delle trentasei appliques del grande salone centrale, disegnate dallo stesso Juvarra.
La Palazzina di Caccia di Stupinigi conserva gli arredi originali, eseguiti dai più importanti artisti e artigiani piemontesi. All'interno del complesso architettonico è ospitato il Museo di Arte e di Ammobiliamento, nel quale sono esposti, oltre agli arredi della Palazzina, anche quelli provenienti da altre residenze sabaude (Moncalieri e Venaria) e opere di artisti quali l'ebanista Pietro Piffetti e lo scultore ligneo Giuseppe Maria Bonzanigo, nonché la carrozza che Napoleone utilizzò nel 1805 da Parigi a Milano, per la sua incoronazione a re d'Italia, opera di artigianato francese verso il 1790.
Fanno parte del complesso di Stupinigi anche i giardini, dietro la Palazzina, realizzati a partire dal 1740 dal giardiniere francese Michael Bernard, e il Parco Naturale Regionale di Stupinigi, istituito dalla Regione Piemonte nel 1992.
La Palazzina è preceduta dalle cascine e dalle scuderie settecentesche, disposte ad emiciclo lungo il viale che la collega con Torino. Di fianco alla Palazzina, invece, si trova la splendida Parrocchiale di Stupinigi o Chiesa della Visitazione, anche questa opera di Juvarra e inaugurata nel 1739. La chiesa è molto semplice, tanto nella struttura, quanto nei decori, e questo si deve al fatto che l'edificio era destinato principalmente ai contadini delle cascine, in quanto la corte e i sovrani potevano usufruire della ricca Cappella di Sant'Uberto, posta all'interno della Palazzina. La chiesa della Visitazione è a navata unica, con volta a botte, e all'interno conserva le reliquie di Sant'Uberto, affidate dal papa nel 1669 ai duchi di Savoia. Alla fine del Settecento questa chiesa fu ingrandita, su progetto di Ludovico Bo, e vi fu aggiunto un cimitero esterno.

Dal 1997 tutto il complesso della Palazzina di Caccia di Stupinigi è tutelato dall'Unesco, che lo ha iscritto fra i beni considerati "Patrimonio dell'Umanità".

Per informazioni e visite: www.ordinemauriziano.it

Località: Nichelino (TO) Regione: Piemonte


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